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Planetario di Lecco: il cielo di Dante

Aggiornato il: 10 dic 2019

Visita guidata al Planetario di Lecco per gli iscritti alla Open University e… non solo:

“In viaggio con Dante: i paesaggi celesti del Purgatorio”


Martedì 13 novembre: eccoci al Planetario di Lecco, pronti per affrontare un affascinante viaggio con protagonisti di eccezione: Dante e le stelle, in un’epoca lontana, il 1300.

La nostra esperta guida, il dott. Loris Lazzati, uno dei fondatori del Gruppo Astrofili Deep Space di Lecco, ha ripercorso brevemente la visione medioevale del cielo e della terra, già ampiamente illustrata nella conferenza svolta presso il Liceo Parini di Barzanò l’8 novembre scorso.


Riuniti nella sala principale del Planetario, intorno ad un’imponente strumentazione, i nostri occhi pian piano si sono abituati al buio che preannunciava la visione tanto attesa.


Sostenuto da alcune ricerche, Lazzati ha ipotizzato che il viaggio del Poeta sia iniziato il primo giorno della Settimana Santa e si sia concluso sette giorni dopo, ovvero la domenica di Pasqua. Dante racconta che il giorno in cui si perse nella selva oscura la Luna era piena. Con gli occhi puntati alla volta, abbiamo potuto osservare la riproduzione del cielo del 1300 e notare che la Luna era piena proprio il 4 aprile.

Il cielo che è stato proiettato è esattamente quello che Dante avrebbe visto se il 4 aprile 1300 si fosse davvero trovato sulla montagna del Purgatorio, nell’ emisfero australe.

Quanto stupore in sala, non solo per la bellezza delle stelle, ma anche per il trovarsi di fronte costellazioni sconosciute! Tutti noi abbiamo percepito la chiara sensazione dell’infinità dello spazio.

La proiezione del cielo dantesco è stata accompagnata dalla lettura e analisi di alcuni versi tratti dal Purgatorio, punto in cui le stelle sono più visibili. Quante volte a scuola ci è capitato di considerare i versi della Divina Commedia ostici, addirittura incomprensibili, eppure, guidati dalle spiegazioni chiare e appassionate di Lazzati, è stato possibile apprezzare la bellezza e il valore letterario e astronomico delle terzine presentate.

“…e quindi uscimmo a riveder le stelle”

è questo il verso con cui Dante chiude l’Inferno, quello stesso Inferno dal quale il nostro cuore vuole fuggire, volgendo lo sguardo alle stelle, al bene.

Grazie dott. Lazzati per le emozioni che ci ha regalato.

Open University

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